Mantenere un focus strategico + webinar + handout

Mantenere un focus strategico + webinar + handout

Mantenere un focus strategico + webinar + handout

Sessione a cura di Monica Bormetti e Paolo Lanciani

Mantenere un focus strategico 

Spesso tendiamo ad utilizzare termini che però non è detto che abbiano per tutte e tutti noi lo stesso significato.
Ritengo allora importante partire dalla definizione di "strategico", ovvero di strategia.

Cos'è e dove si colloca la strategia?

La strategia può essere definita come il progetto, l'insieme di azioni, che hanno l'obiettivo di portarci a raggiungere determinati obiettivi, che a loro volta sono la concretizzazione della nostra missione. La missione è la funzione che noi ci diamo alla luce di una determinata visione del mondo, della società e del business.

Potremmo collocare la strategia in una sequenza di questo tipo:
  1. Visione: come penso, o voglio, il futuro, non del mio studio, ma della società e del mondo
  2. Missione: quale è il mio scopo alla luce di questa visione
  3. Obiettivi: quali obiettivi concreti, come studio, ci poniamo per realizzare la nostra missione
  4. Strategia: come intendo realizzare, raggiungere, questi obiettivi
  5. Tattiche: quali azioni concrete realizzeranno la mia strategia 
La prima cosa da sottolineare è che una strategia che non sia inserita coerentemente in questo quadro più ampio, non ha un terreno dove mettere radici.
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La strategia è una ricetta magica?

Spesso si pensa alla strategia come a un'arma segreta, una ricetta che magicamente genera valore. Vorrei proporvi una lettura alternativa, da psicologo.

La strategia, se elaborata su misura e non scopiazzata da qualche competitor, ha la funzione di mantenerci motivati e focalizzati su quello che sappiamo fare.
Essa, infatti, dovrebbe essere elaborata sulla base di quello che ci anima, appassiona e interessa, e disegnata sulla base del nostro specifico funzionamento. In questo modo, la strategia, di fatto è la ricetta per mantenerci al vertice della nostra Curva dell'Efficacia Personale.
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Criteri e potenziale trasformativo della strategia

Una strategia vale quanto la sua coerenza; al di là delle specifiche azioni e dei progetti che ho definito, la strategia deve essere l'espressione degli obiettivi che vogliamo raggiungere e della missione che volgiamo realizzare. Questo perché nel quotidiano saremo confrontate e confrontati con innumerevoli micro-decisioni che potrebbero non apparire strategiche, ma che nella loro somma, determineranno la nostra capacità di mantenere la rotta.

Infine, una buona strategia, è quella che offrendoci dei criteri, ci permette di comprendere il valore strategico anche di quelle attività che apparentemente non sono rilevanti. Pensate alle incombenze, agli adempimenti... Ma, da professionisti, sappiamo bene che la compliance, se agita "in modo" strategico può diventare un asset. Allora perché non partire da noi?

Paolo Lanciani



Mantenere un focus strategico nella quotidianità
Rimanere concentrati su ciò che per noi è importante nella quotidianità, specialmente in periodi di forte cambiamento, è importante. L’immagine che propongo come metafora è quella dell’occhio del ciclone. Quando intorno a me si crea un ciclone perché la mia vita viene rivoluzionata da eventi esterni, come faccio ad entrare nell’occhio senza essere travolto/a dal ciclone?
Come ribadiamo spesso anche in altre sedi, anche qui vale lo stesso: non ci sono ricette magiche che valgono per tutti e in tutte le situazioni. Vale però una cosa fondamentale: capire cosa per ognuno di noi sia utile al fine di farci sentire nell’occhio e non travolti dal ciclone. Per questo è utile ascoltarsi per capire al meglio come funzioniamo.

Vi propongo comunque 3 spunti di riflessione da cui partire per trovare le proprie strategie che vi permettano di entrare nell’occhio del ciclone.

1. Ordine: per avere ordine nella nostra testa può essere utile avere ordine intorno a noi. Può significare nel nostro ufficio, casa, computer ecc. Quello che vediamo intorno a noi ha un impatto anche nel nostro mondo intorno e quindi in un periodo in cui sentiamo che tutto si muove nel mondo circostante, cercare di mettere ordine può servire anche al nostro stato mentale.

2. Muoversi nel cambiamento: stare nell’occhio del ciclone non significa stare fermi ma anzi riuscire a muoversi con il ciclone, quindi accogliere il movimento. Questo richiede una certa flessibilità per potersi adattare ogni volta ad una condizione nuova.  

3. Prendersi cura di sé: nei momenti in cui fatichiamo a trovare dei punti saldi intorno a noi ricordarsi di prendersi cura di sè è utile al proprio stato d’animo. Per ognuno può significare cose diverse ma il punto è dedicare del tempo e dell’energia al fare qualcosa che ci fa stare bene.

Monica Bormetti