Egophonia - gli smartphone fra noi e la vita

Egophonia - gli smartphone fra noi e la vita

Egophonia - gli smartphone fra noi e la vita

In occasione dell'uscita del libro #Egophonia - gli smartphone tra noi e la vita, edito da Hoepli, abbiamo chiesto all'autrice e collega Monica Bormetti di presentarci il tema in un breve articolo introduttivo. Buona lettura.


Usare i dispositivi digitali in modo consapevole

 

Senza smartphone non si può più stare e in qualche modo ne siamo sempre più dipendenti. Il report 2018 di We are social dice che in Italia passiamo sui social media 1h53 al giorno, in media. Una precisazione però va fatta: la dipendenza da internet non esiste, per lo meno non c’è accordo nella comunità scientifica rispetto a questo tema. Il punto però è che in molti notano un rapporto sempre più viscerale, talvolta percepito come malato, con i dispositivi digitali (che riguardi sé stessi oppure amici, colleghi e parenti).

Nel mio lavoro sul benessere digitale mi interfaccio con persone che desiderano costruire nuove e sane abitudini di utilizzo dei dispositivi digitali e ci sono alcuni temi che ricorrono. Nell’ambito dei professionisti spesso la percezione è quella di un innalzamento dei livelli di stress e calo in capacità quali attenzione e memoria. Operare in contesti digitalizzati in cui la gestione delle notifiche, della pressione di clienti e committenti si fondono con la necessità di costruirsi una reputazione online, ci richiede di essere dei bravi equilibristi.

 

In tutto questo però lo stress aumenta e sempre più “lavoratori della conoscenza” si sentono sovrastati dalla quantità di mail, telefonate, contatti con le persone ecc. da intrattenere per il proprio lavoro, quasi con una nota nostalgica per i tempi analogici. Al di la della stanchezza percepita c’è anche un altro fattore da considerare: l’impatto sulle capacità cognitive e quindi sulla performance lavorativa. Il cervello umano è plastico, significa che a seconda degli stimoli che gli proponiamo e della vita che conduciamo esso si plasma e rinforza o indebolisce alcuni circuiti neurali. Dunque se alleniamo la nostra mente a ragionare in profondità, mantenere la concentrazione e memorizzare, miglioreremo in queste attività. Se invece ci abituiamo a far saltellare il nostro pensiero come una pallina da ping pong, il risultato sarà una mente meno capace di mantenere il focus a lungo.

 

Ecco quindi che imparare ad usare i social e i media digitali come una risorsa e non come luoghi che ci abituano a fare le palline da ping pong, diventa utile al fine di preservare le proprie capacità e crescere.

Propongo una riflessione per trovare un equilibrio sull’uso dei media digitali, in cinque step del metodo SMART:

1.Studia il tuo comportamento

Ci sono diversi meccanismi utilizzati dai social per aumentarne l’utilizzo che ne facciamo, se impari a riconoscerli potrai renderti conto di quando il tuo comportamento è automatizzato e quindi il controllo non ce l’hai più tu. Uno è il rinforzo variabile: quando ricevi una ricompensa in modo aleatorio a seguito di un’azione che compi, il tuo cervello apprenderà a compiere quell’azione più spesso che se tu ricevessi un premio ogni volta. E così se nelle slot machine vinci solo ogni tanto e quindi apprendi a cliccare spesso, anche con i social solo ogni tanto ricevi notifiche interessanti e così impari a controllarli spesso. Un altro meccanismo è bottomless: le piattaforme web non hanno una fine nella loro schermata di newsfeed e il nostro cervello è programmato per andare avanti nelle cose finché non giunge ad una fine (come vogliamo finire il cibo nel piatto, anche se siamo pieni, così vogliamo scrollare fino in fondo anche se non stiamo cercando nulla in particolare).

2.Metti in chiaro i tuoi obiettivi

Quando apri una piattaforma social più che mai, abbi chiaro il motivo per cui lo stai facendo, qual’ è la tua priorità in quel momento? Definire ciò che veramente è importante per te sui social può essere fatto iniziando a levare tutte le notifiche, a quel punto in modo attivo e consapevole potrai tornare a riattivare solo quelle che veramente ritieni utili ed essenziali.

3.Attua il cambiamento

Ci vogliono delle regole nel gestire i propri social, come in tanti altri ambiti della vita. Alcune strategie semplici ma efficaci: stabilisci delle zone e dei tempi in cui non usi i social (esempi: prima di andare a letto, prima di arrivare in ufficio, a tavola, durante un appuntamento ecc.). Usa dei tool di monitoraggio del tuo comportamento online (iOS ha introdotto Tempo di utilizzo, ma ci sono anche Moment e BreakFree).

4.Riqualifica il tuo tempo

Lavorare per riequilibrare il proprio utilizzo dei social spesso sfocia in un recupero di tempo e quindi, usa quel tempo per ricaricarti davvero. Elimina o almeno riduci il multitasking dalle tue prassi lavorative e anche di tempo libero: il cervello si affatica e la produttività cala. Ritagliati dei momenti per non fare nulla, permette alla tua mente di ricaricarsi.

5.Traccia nel futuro

Metti in calendario dei momenti di check-up in cui torni a controllare come utilizzi i social, perché noi esseri umani tendiamo a ricascare nelle vecchie abitudini molto facilmente, specialmente quando siamo stanchi e affaticati.

 

L’uso dei social può essere tanto arricchente quanto prosciugante, ma devi essere tu a stare vigile visto che l’obiettivo di chi costruisce queste piattaforme molto spesso è quello di aumentare il tempo che trascorri lì, non necessariamente di darti un vantaggio specialmente quando si tratta di servizi gratuiti. 


Monica Bormetti
Supporto il team DLM-Partners nella realizzazione di Workshop con particolare focus sulla relazione tra persona e digitale. Sono autrice di #Egophonia-gli smatphone tra noi e la vita- edito Hopeli. Ho conseguito il titolo di psicologa clinica e di comunità. Ho un back-ground come responsabile per la comunicazione di una start up digitale nel settore turistico.