Scopri la tua curva di efficacia personale

Ti capita di avere giornate e momenti più o meno buoni? Non perché tu sia più o meno capace, ma di essere o non essere "in bolla", "sul pezzo", "in partita", "centrati"?

Tutte queste espressioni si prestano bene a spiegare la nostra, la tua, curva di efficacia personale. Osserva l'immagine:

Curva dellefficacia personalejpg

Tutti noi ci muoviamo tra uno stato apatico e uno stato di panico; più siamo centrati, ovvero attivati adeguatamente, maggiore è la nostra efficacia. Nota che sull'ascisse, dove trovi l'Attivazione Psico-Fisiologica, non ha un andamento temporale; la curva fotografa uno stato. Puoi essere del tutto apatica/o a fine giornata, come svegliarti ansiosa/o la mattina...

Cosa ci sposta lungo la curva?
Sia la nostra mente che il nostro corpo: entrambi in reazione a stimoli esterni come interni...

Per esempio, se guido distrattamente e rilassato in autostrada e, di colpo, come mi è successo tornado da una recente trasferta, ti vola incontro un pezzo di copertone, una botta di adrenalina ti sposta da sinistra a destra, attivandoti psico-fisiologicamente. Si tratta di un meccanismo reattivo che poi ti lascia un vissuto ansioso, ma come conseguenza. Dall'altra parte, se devi affrontare una conversazione scomoda, spiacevole e che sai che comporterà delle reazioni emotivamente faticose, sarà la tua mente ad attivarsi/ti e il tuo corpo si tenderà di conseguenza... A volte, ci sono situazioni dove non è facile distinguere se sia il corpo ad attivare la mente o viceversa... certo è che siamo tesi. Ti vengono in mente degli esempi?

Come facciamo a usare la mente e il corpo per restare o tornare in bolla? Il discorso sarebbe lungo, ma voglio fornirti alcuni spunti base da cui partire. Per prima cosa dovrai capire se sei sul versante sinistro (direzione apatia) o sul versante destro (direzione ansia/panico). Considera che prima te ne accorgi, più facile è aggiustare il tiro. Questo per dire che ignorare le nostre sensazioni ed emozioni, "tenere duro", magari perché siamo convinti che non c'entrino col lavoro, non è una buona idea.


Usare la mente per tornare in bolla

Quando abbiamo la sensazione di perdere interesse per un problema o un'attività che però vogliamo finire, invece di cercare i motivi per cui siamo stanchi o non ci va, andiamo a cercare cosa di quell'attività ci interessa o dove possiamo sperimentare qualcosa di nuovo... Quando, sull'altro versante, siamo preoccupati o agitati, invece di cercare i motivi per cui ci sia da preoccuparci, cerchiamo qualche punto fermo da cui ripartire o, meglio ancora, mettiamo a fuoco su quali nostre competenze ed esperienze possiamo contare.

Il principio è quello per cui vogliamo attivare le nostre risorse interne, piuttosto che dirigere l'attenzione su fattori esterni negativi.

Più facile a dirsi che a farsi! Questo per due motivi:
1. fin dalla scuola ci hanno abituati a cercare quello che non va, l'errore, piuttosto che le cose giuste e interessanti; al punto che 10 voleva dire zero errori! Guardare verso il basso della curva, è un automatismo che non è facile contrastare.
2. se anche volessimo guardare verso l'alto, quanto siamo consapevoli di cosa ci motiva (per attivarci) e da sicurezza (per calmarci)?

La soluzione? Questo esercizio: la sera, per almeno due settimane, prendi nota di tutto quello che ti ho dato gioia, gusto, interessato, ti è piaciuto, ti ha dato sicurezza e fatta/o sentire a tuo agio nella giornata. Se ti alleni, svilupperai un nuovo automatismo che sposterà la tua attenzione su quegli aspetti di quello che fai e senti che ti rimetteranno "in bolla".

Nota Bene: non sto dicendo che se "pensi positivo" le cose migliorano, in un senso o nell'altro; ma che se sei motivata/o e tranquilla/o sei nelle condizioni per esprimerti al meglio nel proseguire e gestire situazioni critiche.

Usare il corpo per tornare in partita

Quando si tratta del corpo, esattamente come per la mente è importante capire dove ti trovi, per non rischiare di sovraccaricarti o rallentarti ulteriormente. Per esempio, pensa allo sbadiglio: uno sbadiglio è un respiro profondo e diaframmatico che tipicamente ci viene quando siamo stanchi. Beh, questo respiro ci rallenta. Allora, vale la pena usarlo a nostro favore: quando ti senti agitata/o o particolarmente nervosa/o o irritata/o, sbadiglia! La respirazione diaframmatica interromperà i respiri troppo corti che accompagnano le sensazioni appena descritte e ti riporterà verso il centro (da destra). Quando invece sei stanca/o o giù di tono, fai tre respiri profondi, a bocca aperta, con gli occhi spalancati, a pieni polmoni, sentendo il petto che si alza. Ti attiveranno e rimetteranno in partita.

In generale esercitare la respirazione consapevole, sia di caricamento sia rilassante e estendere la nostra capacità polmonare ha degli effetti estremamente benefici sulla nostra fisiologia e prestazione intellettuale.

Di seguito qualche link a miei contenuti per approfondire:
La curva dell'efficacia personale - descrizione in dettaglio, autori di riferimento e bibliografia
Playlist con miei brevi video di self coaching sul modello della curva

Altri spunti:

FORZA DI VOLONTÀ; COME FUNZIONA?

La psicologa professoressa e ricercatrice alla Stanford Business School Kelly McGonigal presenta a Google una sintesi su alcune ricerche in materia. Se ti prenderai il tempo di vedere questo video da un'ora imparerai: VIDEO

1. l'importanza della componente fisica e cosa fare esattamente per aumentare la tua forza di volontà
2. se sia meglio mortificarsi o perdonarsi
3. come conoscere il tuo "io futuro"
4. come anticipare i fallimenti
5. a surfare gli impulsi e a non subirli...


Sperando di averti offerto degli spunti interessanti, ti do appuntamento alla prossima mail tra un mese circa...

ciao,