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L'osservazione come strumento per conoscere, progettare e gestire processi in ambito di sicurezza

Pubblicato da in Occupational Health & Safety ·
Tags: SafetySicurezzaMetodologia
L’osservazione si configura come uno degli strumenti fondamentali della professionalità di chi
opera nel campo della sicurezza, sia a diretto contatto con gli operatori, sia nell’ambito della
gestione dei processi organizzativi.



Come infatti gli elementi non verbali della comunicazione rivestono un’importanza fondamentale, così anche l’osservazione assume un ruolo decisivo rispetto all’ascolto e alla gestione dei comportamenti comunicativi.
Questo perché non è possibile guardare in astratto ai comportamenti in materia di sicurezza: per
poterli valutare (e gestire) è necessario osservarli, sia per cogliere contenuti e oggetti della
comunicazione, sia per ottenere informazioni rispetto ai propri interlocutori e al contesto.
Non si tratta di uno strumento di facile utilizzo: per essere praticata richiede infatti un insieme di
atteggiamenti, metodologie, strumenti che devono essere fatti propri dall’operatore in modo da
acquisire il giusto “atteggiamento” per mettere in atto le procedure adeguate rispetto agli obiettivi di ogni singola situazione osservativa.
L’osservazione (osservare non è infatti semplicemente ‘guardare’) si configura come un processo cognitivo: non solo è orientata alla lettura di un fenomeno/situazione ma soprattutto a comprenderne le caratteristiche.
L’osservare comporta appunto il mettere in luce tali caratteristiche – che possono riguardare un oggetto, una persona, una situazione – ponendole in relazione con il contesto, con la situazione specifica nello spazio-tempo in cui risultano collocate.
L’osservazione, così definita, si presenta quindi come un’operazione fondante ogni processo di
acquisizione/produzione di dati, sia esso finalizzato alla ricerca o all’intervento;
E, se osservare significa comprendere, appare chiaro come, in assenza di specifiche competenze
ed abilità nell’osservare, sia difficile una comprensione adeguata di situazioni complesse come
quelle che si presentano agli occhi dei professionisti della sicurezza.
In termini schematici potremmo dire che un buon osservatore:
1. avendo ben chiaro l’obiettivo della propria attività conoscitiva ed il proprio quadro di
riferimento, accosta la realtà da osservare consapevole dei propri pregiudizi così come dei
propri riferimenti valoriali;
2. non dà nulla per scontato e cerca di cogliere gli eventi non solo nella loro globalità, ma anche
nei dettagli che li caratterizzano;
3. è consapevole che l’osservazione non riguarda solo fatti ed eventi rilevabili, ma anche l’assenza
di eventi attesi;
4. cerca di cogliere l’aspetto globale e dinamico delle situazioni, evidenziandone antecedenti,
conseguenti e soprattutto le correlazioni con altri eventi;
5. cerca di dare una lettura di ciò che vede.
La conoscenza dei differenti parametri dell’osservazione assicura la possibilità di operare ogni volta la migliore scelta possibile rispetto all’obiettivo prefissato.
I principali parametri da considerare sono 4:
a) Ambiente dell’osservazione
È possibile evidenziare due grandi modelli di osservazione:
• osservazione condotta ‘sul campo’, in un ambiente naturale: rilevazione effettuata in una
situazione di vita reale, quotidiana, in cui il comportamento si produce in maniera spontanea;
• osservazione effettuata in un ambiente artificiale, detta anche osservazione ‘in condizioni
controllate’, poiché serve la messa in atto di forme di controllo guidate da ipotesi rispetto alla
situazione e/o al comportamento da osservare.
b) Ruolo dell’osservatore
Quando parliamo di osservazione partecipante ci riferiamo al fatto che, durante la rilevazione
delle informazioni, l’osservatore prende parte attivamente alla situazione che si sta svolgendo, è
integrato nel gruppo, partecipando alla vita del gruppo stesso, interagisce con i soggetti osservati
in una dimensione dinamica che lo coinvolge direttamente.
Obiettivo di tale rilevazione è la comprensione della situazione lavorativa dall’interno, in un
contesto che prevede l’affiancamento di osservatori agli operatori, in un costante confronto di
prospettive.
Il termine osservazione non partecipante designa invece, solitamente, un tipo di rilevazione
nella quale l’osservatore, spesso utilizzando gli stessi strumenti dell’osservazione partecipante,
cerca di influenzare il meno possibile ciò che avviene nel contesto osservato, ricoprendo una
posizione esterna alla realtà studiata e non interagendo con essa.
Da quanto detto appare quindi evidente la maggiore praticabilità dell’osservazione partecipante
viste le esigenze, gli obiettivi, ma anche il tipo di contesto (problemi di rispetto della privacy, ecc.)
in cui operano coloro che si occupano di sicurezza in azienda.
c) Grado di strutturazione dell’osservazione
Condurre un’osservazione strutturata (o ‘sistematica’) significa rivolgere l’attenzione al
comportamento effettivamente messo in atto in una precisa situazione, registrando fedelmente le
informazioni ricercate, in contemporanea con lo svolgimento dei fatti.
Condurre un’osservazione con un basso livello di strutturazione (o ‘esperienziale’) significa invece
concentrare l’attenzione sull’analisi degli atteggiamenti, delle percezioni, delle credenze dei
soggetti osservati, mettendo al primo posto il vissuto rispetto al comportamento.
d) Strumenti per l’osservazione
Anche la scelta degli strumenti deve sempre essere fatta in funzione dell’obiettivo della rilevazione,
dato che essa inevitabilmente condiziona sia l’attendibilità dei dati raccolti, sia le procedure di
analisi ed interpretazione degli stessi.
- Strumenti di osservazione strutturati
Le griglie di osservazione costituiscono lo strumento strutturato più idoneo al tipo di lavoro
osservativo che può essere messo in atto in ambito aziendale e lavorativo.
Esse permettono l’osservazione di un singolo individuo nel contesto e costituiscono un valido aiuto
al fine di produrre dati utili in vista della stesura di un’adeguata programmazione di intervento in
azienda, oppure per aiutare un gruppo di lavoro ad entrare in comunicazione, facilitando
l’organizzazione del lavoro collettivo.
Ogni griglia prevede una serie di categorie di comportamenti ‘bersaglio’ che costituiscono lo
strumento attraverso il quale l’operatore ‘legge’ la realtà lavorativa del singolo o del gruppo: è
quindi fondamentale dedicare tempo ed attenzione alla sua messa a punto. Esistono griglie
utilizzabili per codificare materiale osservativo registrato in precedenza e altre per annotare
comportamenti colti nel momento della loro messa in atto.
- Strumenti di osservazione di tipo narrativo-diaristico
Lo strumento di questa categoria più idoneo per lavorare sulla sicurezza in ambito aziendale è
invece l’osservazione descrittiva ‘carta e matita’, una modalità di registrazione dei dati osservati
che si orienta verso la stesura di ‘protocolli di descrizione del comportamento in corso’.
È evidente come l’osservatore abbia in questo caso una particolare responsabilità rispetto agli esiti
delle proprie rilevazioni, le quali saranno tanto più rispondenti agli obiettivi quanto maggiori
risultano essere le sue capacità ed abilità osservative.
È importante rilevare i dati per come appaiono e comunque motivare sempre le considerazioni
personali, motivandole sempre attraverso il riferimento a fatti e comportamenti osservati.
Un altro aspetto da non trascurare è l’esplicitazione del contesto – spazio-temporale, ma anche
l’insieme delle circostanze, con antecedenti e conseguenti - in cui ha luogo l’evento osservato; ad
esempio rilevare un episodio di mancato utilizzo dei dispositivi di protezione individuale di un
soggetto in modo generico dà un tipo di informazione molto diversa da quella che si avrebbe
invece indicando le circostanze in cui questo fatto è accaduto, gli elementi che hanno preceduto o
sono seguiti all’accadimento, ecc. Infine ricordiamo che è essenziale riportare i fatti, per come
sono avvenuti, in maniera logica e consequenziale, evidenziando la sequenza temporale, pur nella
consapevolezza che che si tratta sempre di dati colti da un osservatore collocato spazialmente e
temporalmente, collocato quindi in un punto di vista particolare e comunque parziale.




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